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La Ross Operation


La Ross operation è un intervento cardio-chirurgico molto complesso che prende il nome dal chirurgo che per primo l’ha eseguita nel 1967, Donald Ross, a Londra, in Inghilterra.

Tecnicamente l’intervento consiste nel “traslocare” la valvola polmonare di un cuore in posizione aortica. La complessità dell’intervento consiste nella necessità di un vero e proprio “smontaggio” della valvola polmonare con annesso una porzione di ventricolo destro, dal resto di quest’ultimo e di andarla a ricollocare nella sede della valvola aortica. Il “gap” di tessuto che si viene a creare (che consiste in una porzione di ventricolo destro, nella valvola polmonare ed un segmento di arteria polmonare) viene colmato con uno eguale ma da donatore umano (generalmente da cadavere), o per mezzo di tessuti artificiali (condotti polmonari). L’intervento si esegue in anestesia generale, a torace aperto attraverso un’incisione centrale anteriore (la sternotomia) e per la sua esecuzione è necessaria la circolazione extracorporea, una tecnica di perfusione del corpo che permette di prelevare il sangue del paziente, ossigenarlo e reintrodurlo nell’organismo. Il cuore viene fermato e protetto da un liquido chiamato cardioplegia, che permette al muscolo cardiaco di rimanere rilassato, morbido e quindi manipolabile dalle mani del chirurgo.

La Ross operation è un intervento che si esegue in età pediatrica o giovane adulta.

Il razionale di questo intervento è quello, come ad esempio accade in età pediatrica, di evitare l’impianto di protesi artificiali, di ridotte dimensioni, e che con la crescita del paziente diventerebbero presto “piccole” rispetto alla superficie corporea.

L’intervento di Ross trova quindi indicazione in quei pazienti affetti da malattie della valvola aortica, come la stenosi aortica e l’insufficienza aortica. Entrambi i difetti determinano un sovraccarico di lavoro per il cuore, nel primo caso un lavoro contro una pressione elevata e nel secondo un lavoro con un volume maggiore del normale. I cuori affetti da stenosi o insufficienza aortica se non curati possono andare incontro a insufficienza progressiva della loro capacità contrattile, in altre parole a scompenso cardiaco.

Entrambi i difetti sono frequenti nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti. Nei primi due, quando la valvola nativa non può essere riparata, l’alternativa sarebbe impiantare una protesi artificiale. Le protesi artificiali, seppur frequentemente utilizzate in cardiochirurgia hanno alcuni svantaggi: non crescono con il paziente, possono essere soggette a degenerazione calcifica precoce (soprattutto le protesi biologiche impiantate in età pediatrica) o possono richiedere la necessità di utilizzo di anticoagulanti (nel caso delle protesi meccaniche).

L’intervento di Ross, soprattutto se eseguito in età pediatrica, permette di ovviare, almeno per un periodo pari a quello dello sviluppo fisico del paziente, ad entrambe le problematiche: la valvola polmonare impiantata in sede aortica, cresce con il paziente e la maggiranza dei condotti utilizzati per sostituire quest’ultima non richiedono l’uso di anticoagulanti.

Ma una Ross…è per sempre??? No anche nei pazienti sottoposti ad intervento di Ross, possono essere necessari ulteriori interventi chirurgici anche se allo stato attuale, spesso si può ricorrere alla cardiologia interventistica per ridurne al minimo la loro necessità.

L’intervento richiede un’ospedalizzazione di circa 10-15 giorni in cui il paziente viene ricoverato qualche giorno prima dell’intervento chirurgico per eseguire tutti gli esami pre-operatori. Dopo l’intervento vi è un periodo di permanenza di circa 24-48 ore in terapia intensiva per poi proseguire il percorso di degenza dove si riprende l’alimentazione e la motilità.

Una volta dimesso a domicilio, il paziente viene educato su alcune problematiche come quelle della cura della ferita e riceve indicazioni sui controlli postoperatori che nel primo periodo postoperatorio  sono più frequenti e successivamente diventano sempre ad intervalli più prolungati nel tempo.

Il nostro centro di Ancona vanta una grossa esperienza nella Ross operation con una casistica tra le maggiori in Italia. I nostri risultati, in termini di mortalità e morbidità sono al di sotto delle statistiche internazionali, il che rende il nostro centro uno dei punti di riferimento per l’intervento di Ross.

Luigi Arcieri
Cardiochirurgo pediatrico